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venerdì 25 ottobre 2013

Le ragioni di "VIVERE O MORIRE" e l'equazione di Drake

Credo che al di là della voglia spasmodica e irrefrenabile di narrare, al pari di un istinto primordiale e incontrollabile, dietro ogni opera scritta, che sia poesia, prosa, una saga o un breve racconto, vi siano da parte dell'autore delle forti ragioni interiori che, se associate ad una robusta motivazione, danno il coraggio necessario per intraprendere l'impresa. Dunque, dopo la pubblicazione del primo episodio della trilogia Sci-Fi “Vivere o Morire”, mi sono chiesto perché io mi sia tuffato in una simile trama.

Quella dell'invasione aliena, di certo non si può definire un'idea innovativa, tuttavia, la curiosità di comprendere e sopratutto di cercare soluzioni personali all'eventuale problema, ha finito per coinvolgermi completamente. Dunque la domanda principe è stata: “Quali sarebbero le conseguenze di un primo contatto?” Successivamente, mi son detto di voler affrontare la questione in modo diverso, allontanandomi dai cliché. Difatti, senza voler svelare troppo, l'episodio prende il via con una narrazione a mo' di diario, in prima persona, per proseguire poi in una maniera più classica. Partendo dalla prima domanda, mi sono poi chiesto: “Specifiche reazioni umane, cosa comporterebbero? Se minacciati dagli alieni, converrebbe attaccare questi frontalmente? E se sì, come? E sopratutto: siamo sicuri che gli uni interpreterebbero nel modo giusto i comportamenti degli altri?” Fornita una risposta narrativa ai seguenti quesiti, storia e personaggi hanno preso vita, trascinandomi in scenari inaspettati. In un secondo momento, quando mi sono accorto che la storia stava per assumere dimensioni più ampie e complesse del previsto, mi sono preoccupato di renderla verosimile, sia nello svolgimento degli eventi, che nella sfera tecnico-scientifica.

Ma tentando di essere realistici, quante probabilità ci sono che gli alieni domani mattina decidano d'invadere il nostro mondo, o quantomeno di affacciarsi nel “quartiere” cosmico che abitiamo? Forse è impossibile rispondere con esattezza a questa domanda, tuttavia ci viene in supporto l'equazione di Drake. Alcuni di voi si chiederanno di che cosa si tratti. Suddetta equazione è una formula matematica utilizzata per stimare il numero di civiltà extraterrestri esistenti in grado di comunicare nella nostra galassia, con le quali potremmo quindi supporre di stabilire un contatto.


La formula dell'equazione di Drake è la seguente:



N   è il numero di civiltà extraterrestri presenti oggi nella nostra Galassia con le quali si può pensare di stabilire una comunicazione
R*   è il tasso medio annuo con cui si formano nuove stelle nella Via Lattea
fp    è la frazione di stelle che possiedono pianeti
ne   è il numero medio di pianeti per sistema solare in condizione di ospitare forme di vita
fl    è la frazione dei pianeti ne su cui si è effettivamente sviluppata la vita
fi    è la frazione dei pianeti fl su cui si sono evoluti esseri intelligenti
fc    è la frazione di civiltà extraterrestri in grado di comunicare
L    è la stima della durata di queste civiltà evolute

Come molti esperti hanno evidenziato, l'equazione di Drake è un modello molto semplice, che non tiene conto di alcuni parametri potenzialmente rilevanti. Lo scienziato e autore di fantascienza statunitense David Brin ha affermato:
“L'equazione di Drake si esprime solo a proposito del numero di siti in cui intelligenze extraterrestri sorgono spontaneamente. Essa non dice niente di diretto sulla possibilità di un contatto tra un'intelligenza extraterrestre e la società umana contemporanea.”

Poiché è proprio la possibilità di un contatto che interessa la comunità dei progetti SETI, sono stati proposti molti fattori e modifiche addizionali della formula originaria. Tra di essi, per esempio, parametri come il numero di sistemi planetari che una specie intelligente potrebbe colonizzare, sviluppando così nuove civiltà, o il numero di volte che una civiltà potrebbe ricomparire sullo stesso pianeta, eccetera.
Brin stesso in particolare ha proposto una generalizzazione dell'equazione di Drake che includa gli effetti aggiuntivi della colonizzazione di altri pianeti da parte di civiltà aliene. Se ogni sito originale si espande con una velocità v, e stabilisce nuovi siti che hanno una durata L, allora il risultato in termini di comunicabilità con la specie umana viene espresso con un più complesso sistema di tre equazioni.

Negli anni, le stime di N, sono state molto diverse. Drake, dopo molte rielaborazioni, concluse che un valore attendibile, potesse essere N = 5000

Molte stime, però, si scontrano aspramente col paradosso di Fermi. In breve, se esistono così tante civiltà con la possibilità di contattarci, perché non è ancora avvenuto un simile evento? Di risposte e ragionamenti ve ne sarebbero in realtà una miriade, tuttavia, al fine di non dilungarci troppo, saranno magari oggetto di futuri post.
L’unico valore certo di "N verificato" è N =1 e cioè che la nostra civiltà è la sola che conosciamo.
Bisogna inoltre dire come l'equazione sia stata soggetta a critiche poiché molti termini della formula sono in gran parte o completamente congetturali. In ogni modo, Drake, ha avuto il merito di far ragionare la comunità scientifica, sulla notevole possibilità della presenza di numerose civiltà intelligenti all'interno della nostra galassia.

In conclusione mi auguro che la storia sia stata apprezzata dai lettori, e che continuerà ad esserlo, sia per coloro che l'affronteranno per la prima volta, sia per tutti quelli che sceglieranno di continuare a leggere gli episodi successivi.

Vivere o Morire Trilogy: 
Volume 1 - Betelgeuse o Alfa Orionis 
Volume 2 - Il Risveglio 
Volume 3 - La Scelta


Volume unico disponibile su Amazon e Kobo

3 commenti:

  1. bellissimo inizio travolgente atmosfere del migliore Asimov
    Ho appena finito la trillogia vivere o morire w ho subito acquistato ol mondo brucia
    non credo servano altri complimenri migliori di questo attestato.
    Grazie

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  2. una apla ceirica il siro in veeaione pwe smartPhone con caratteri nero su sfondo blu è illeggibile.
    È um peccato (veniale)

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  3. una apla ceirica il siro in veeaione pwe smartPhone con caratteri nero su sfondo blu è illeggibile.
    È um peccato (veniale)

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